ASGI

Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione
 
 
Indietro
 
 
11.07.2012

COE : Diritti umani, l'Italia tagli con il passato

 
In occasione della sua visita, Nils Mui×nieks si Ŕ concentrato sul rispetto dei diritti umani di Rom, Sinti e immigrati, compresi i richiedenti asilo.
 
 
“Il governo italiano ha mostrato segni di un cambiamento nelle sue politiche, il che suggerisce che potrebbe esserci un’opportunità di frenare infine l’erosione dei diritti umani e di invertire la tendenza nel paese. Ora l’Italia ha bisogno che tali segnali si trasformino in politiche e azioni concrete e inequivocabili” ha affermato Nils Mui×nieks, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, dopo una visita di quattro giorni a Roma, dal 3 al 6 luglio.
 
In occasione della sua visita, il Commissario si è concentrato sul rispetto dei diritti umani di Rom, Sinti e immigrati, compresi i richiedenti asilo. “Ho inoltre deciso di esaminare la questione del funzionamento del sistema giudiziario in Italia e della durata eccessiva dei processi, uno dei problemi più annosi per i diritti umani in Europa e una delle principali preoccupazioni della Corte europea dei diritti dell’uomo” ha aggiunto il Commissario.
 
Per quanto riguarda i Rom e i Sinti, il Commissario ha accolto con favore la recente adozione in Italia della prima strategia nazionale per l’inclusione dei Rom, aggiungendo che che era per lui motivo di soddisfazione vedere che i Rom e i Sinti erano stati consultati ed invitati a partecipare alla sua elaborazione: “Tale strategia, che si distacca nettamente dall’approccio estremamente pericoloso dell’“emergenza nomadi”, deve essere applicata in modo coerente” ha indicato il Commissario. “È pertanto difficile comprendere certe iniziative che sembrano essere in completa contraddizione con lo spirito della strategia, quali il tentativo di rovesciare la decisione del Consiglio di Stato, che ha definito illegale l’”emergenza nomadi”, o il fatto di continuare la costruzione di un campo nomadi, che sarà un luogo di segregazione, in una zona isolata vicino a Roma”. Il Commissario ha affermato che l’eccellente cooperazione stabilita tra le autorità comunali e i Rom e Sinti in numerose città dovrebbe diventare la norma e servire da guida per garantire che gli sgomberi forzati e i trasferimenti in campi isolati siano ormai relegati al passato.
 
Il Commissario ha inoltre accolto con soddisfazione l’intenzione espressa dalle autorità di trovare una soluzione alla situazione critica dei Rom apolidi provenienti dai paesi dell’ex Jugoslavia, e ha indicato di averne incontrato un certo numero nel corso della sua visita nei campi di Salone e Salviati II. Ha auspicato che tali intenzioni si traducano rapidamente in azioni concrete.
 
Per quanto riguarda gli immigrati, il Commissario si è compiaciuto delle recenti dichiarazioni delle più alte autorità politiche riguardanti la fine della politica dei respingimenti, alla luce della sentenza della Corte di Strasburgo relativa al caso Hirsi Jamaa. Pur apprezzando gli sforzi compiuti in tutto il paese per accogliere le persone in arrivo dal Nordafrica nella prima metà del 2011, il Commissario ha raccomandato di uniformare il sistema dei centri di accoglienza, affinché possa garantire ovunque un livello di protezione adeguato e sia in grado di soddisfare le emergenze delle diverse ondate di flussi migratori. Ha inoltre sottolineato che i rifugiati e gli altri beneficiari di protezione internazionale, pur essendo riconosciuti come tali, non ricevono il supporto essenziale di cui avrebbero bisogno per potersi integrare nella società italiana e vivono pertanto in condizioni di estrema precarietà. Il Commissario ha aggiunto “Ho personalmente constatato la situazione intollerabile di circa 800 persone, che lottano per sopravvivere in un edificio abbandonato a Roma. È inaccettabile in un paese come l’Italia”.
 
Nel fare riferimento alla sua visita al centro di identificazione e di espulsione (CIE) di Ponte Galeria, dove sono trattenuti gli immigrati in attesa di identificazione, il Commissario si è dichiarato profondamente preoccupato per le condizioni di detenzione in tali centri. Ha tenuto a sottolineare che “molti giungono in tali strutture dopo avere scontato una condanna in carcere. Deve essere possibile provvedere alla loro identificazione quando sono ancora in carcere”.
 
Per quanto riguarda la durata eccessiva dei processi, il Commissario ha posto in risalto la complessità del problema, che nuoce non solo ai cittadini italiani e all’economia italiana, ma anche al sistema europeo di tutela dei diritti umani. Ha riconosciuto gli sforzi significativi compiuti per affrontare tale problema, ma ha avvertito che “non potrà essere risolto senza il contributo di tutte le parti in causa, compreso il Ministero della Giustizia, il Consiglio superiore della Magistratura, i giudici, i magistrati e gli avvocati”.  Il Commissario ha trovato particolarmente promettente l’approccio che favorisce un nuovo sistema di gestione del contenzioso da parte dei giudici, promosso dagli organi del Consiglio d’Europa: “L’efficacia di questo sistema è dimostrata dai risultati estremamente positivi ottenuti in certi tribunali, quali il Tribunale di prima istanza di Torino. In un periodo di crisi economica, questo approccio ha inoltre l’innegabile vantaggio di non richiedere risorse addizionali”.
 
Il rapporto del Commissario sulla sua visita in Italia sarà pubblicato prossimamente.

Il 9 luglio 2012 è stata resa nota la Risoluzione CM/ResCMN(2012)10 sull'implementazione del "Framework Convention for the Protection of National Minorities " da parte dell'Italia adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il 4 luglio 2012 .

Il Consiglio d'Europa e le Minoranze Rom e Sinti: approfondimento

Fonte : COE
 
» Torna alla lista