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Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione
 
 
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05.03.2010

Decisione del Comitato europeo sui diritti sociali riguardo al diritto dei nomadi e dei Rom all'accesso ad un'abitazione adeguata

 
A seguito di un ricorso dell’ERRC, il Comitato conclude che la Francia ha violato la Carta Sociale europea. Analogo ricorso pendente contro l’Italia.
 
 

Con una decisione del 19 ottobre 2009, ma resa pubblica il 27 febbraio 2010,  il Comitato europeo dei diritti sociali ha  concluso che la Francia ha violato l'art. 31 commi 1 e 2, l'art. 16, l'art. 30,  l'art. E in collegamento con gli art. 31, 30  e 16, e l'art. 19 c. 4 della Carta Sociale europea, non assicurando alle popolazioni nomadi e Rom misure sufficienti per soddisfare il loro legittimo diritto ad un alloggio adeguato, per contrastare la loro povertà ed esclusione sociale e conseguentemente anche garantire il rispetto della vita familiare.

Il Comitato del Consiglio d'Europa, chiamato a monitorare l'applicazione degli obblighi scaturenti dall'adesione degli Stati alla Carta sociale europea, ha ritenuto la Francia in violazione dell'art. 31 della Carta relativo al diritto all'accesso all'abitazione,  in conseguenza di un'insufficiente implementazione della legislazione sulla realizzazione di campi sosta. Ugualmente il Comitato ha ritenuto insoddisfacenti gli sforzi compiuti dalle autorità francesi per venire incontro ai bisogni alloggiativi delle popolazioni "nomadi" che desiderano adottare uno stile di vita sedentario. Il Comitato ha infatti concluso che gli interventi volti a tenere conto degli insediamenti di tali popolazioni nella pianificazione urbanistica sono lasciati alla discrezionalità delle autorità locali ed  insufficienti risorse vengono investite allo scopo. Ugualmente il Comitato ha ritenuto che i provvedimenti di sgombero attuati nei confronti di gruppi di nomadi, in particolare quelli adottati con urgenza per motivi di ordine, igiene e sicurezza pubblica, hanno determinato una violazione delle norme della Carta sociale europea in relazione al loro carattere sproporzionato e alla violenza spesso utilizzata.

Secondo il Comitato, inoltre, tali violazioni del diritto all'accesso ad un alloggio adeguato si sono determinate perché le autorità francesi non hanno sufficientemente  preso in considerazione i bisogni specifici delle popolazioni rom e nomadi, tanto di quelle che desiderano continuare a condurre uno stile di vita nomade, quanto di quelle che invece sentono l'esigenza di una maggiore sedentarizzazione. Con questo, le autorità francesi hanno dunque violato il principio di eguaglianza sostanziale e di non discriminazione per motivi etnico-razziali, di cui all'art. E della Carta sociale europea.

La mancanza di adeguate risorse investite  per venire incontro alle specifiche esigenze abitative delle popolazioni Rom e nomadi ha dunque determinato per il Comitato la violazione da parte della Francia del diritto di tali popolazioni ad essere protette dalla povertà e dall'esclusione sociale.


Un ricorso analogo è stato inoltrato dal Centro on Housing Rights and Evictions (COHRE ) contro l'Italia ed  è stato dichiarato ammissibile con decisione del comitato europeo per i diritti sociali l'8 dicembre 2009. Nel corso dell'anno sarà dunque deciso nel merito.
Tutti i documenti riguardanti il ricorso pendente contro l'Italia (Complaint n. 58/2009) possono essere consultati sul sito web: http://www.coe.int/t/dghl/monitoring/socialcharter/Complaints/Complaints_en.asp



European Committee of Social Rights, Decision on the merits, European Roma Rights Center v. France, 19 October 2009 (Complaint n. 51/2008)
 
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